Domanda di: Alberto Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Dunque, piuttosto che presentare un'istanza di autotutela, quello che è preferibile fare è rivolgersi a un giudice e fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica di pagamento del debito e chiedere l'annullamento dello stesso per prescrizione.
bisogna rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale, il giudice cioè competente per tutta la materia fiscale. Se la cartella è relativa invece a multe stradali, sanzioni amministrative (ad esempio quelle relative a un protesto) o al canone dell'acqua domestica la competenza è del Giudice di Pace.
Come impugnare una cartella esattoriale per debito prescritto?
In tal caso la cartella è illegittima. Ma affinché il contribuente possa dirsi libero dal debito deve prima far annullare la cartella nei termini di legge. Quindi dovrà – attraverso un avvocato, un commercialista o un ragioniere – rivolgersi al giudice e chiedere l'annullamento della cartella prescritta.
Le cartelle esattoriali aventi ad oggetto le imposte locali quali ad esempio TARI, IMU, TARSU E TASI si prescrivono in 5 anni. Al pagamento delle imposte locali infatti, trattandosi di una prestazione periodica, si applica l'art. 2948 c.c. ai sensi del quale si prescrive in 5 anni “…
Per far valere la prescrizione, è necessario calcolare la sua decorrenza. In particolare, la legge prevede che essa inizia a decorrere dal giorno in cui può essere fatto valere il diritto e termina allo spirare dell'ultimo giorno.