Mussolini implementò politiche nataliste volte a favorire le famiglie numerose per scopi demografici e militari, istituendo l'Unione fascista famiglie numerose (1937), prestiti matrimoniali, assegni familiari, premi di natalità e agevolazioni fiscali. Le misure includevano congedi matrimoniali e la priorità nei posti di lavoro per i capofamiglia con prole.
Nel 1888 la legge sull'igiene e la sanità pubblica diede avvio alla sanità pubblica Lo stato estese il proprio controllo sulle Opere Pie. Nel 1910 nacque la Cassa di maternità obbligatoria, e nel 1912 fu la volta dell'Istituto Nazionale delle Assicurazione (INA).
Fu il fondatore del fascismo ed il primo tra i dittatori fascisti dell'Europa novecentesca. Tenne la carica di Presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943; dal settembre 1943 al 25 aprile 1945 fu a capo della Repubblica Sociale Italiana.
Durante il fascismo, non si poteva fare politica antifascista, sciopero, criticare il regime, usare parole straniere e il "Lei" (sostituito dal "Voi"), avere stampa libera, associazioni non fasciste e, dopo le leggi razziali, essere ebreo o appartenere a minoranze per accedere a certe attività; tutto era sotto la rigida censura del regime per controllare pensiero, espressione e stampa.