Giuseppe Garibaldi a Caprera (1856-1882) visse una vita rurale e frugale, trasformando l'isola in una florida tenuta agricola, coltivando 45 ettari, piantando il famoso "pino di Clelia" e costruendo la celebre "Casa Bianca". Fu il suo "buen retiro" dove si dedicò a agricoltura, falegnameria, lettura e allevamento, tra un'impresa risorgimentale e l'altra, fino alla morte nel 1882.
Quando Garibaldi ritornò a Caprera dopo il '60 era felice di calcare ancora una volta il suolo di quell'isola nella quale aveva trascorso anni sereni ed era desideroso di riprendere le attività di comune cittadino e operoso agricoltore.
Imbarcatosi come semplice marinaio con il nome di Cleombroto sulla fregata Des Geneys, per collaborare alla rivolta che avrebbe dovuto facilitare la spedizione mazziniana in Savoia, fallito il moto nel febbr. 1834, fu costretto a fuggire; riparato a Marsiglia vi apprese la sua condanna a morte (3 giugno).
La sua impresa più nota fu la vittoriosa spedizione dei Mille che portò all'annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Regno d'Italia, episodio centrale nel processo di unificazione della nuova nazione.