L'insieme delle politiche accentrò il controllo governativo delle relazioni sindacali. Nel contempo, dal 1927 venne introdotto il controllo di prezzi e salari, ulteriormente accentuato poi per gestire la crisi economica risultante dagli effetti della crisi del 1929.
L'idea era quella di organizzare l'economia in base a categorie produttive, organizzata in corporazioni (la carta del lavoro era basata su questo) che comprendessero sia i datori di lavoro che i lavoratori, per evitare i conflitti di classe.
L'economia fascista inizia con una fase 'liberista', che punta al commercio con l'estero e nel 1925 raggiunge il pareggio del bilancio. Dal 1926 Mussolini si impegna a rivalutare la lira e a puntare sull'economia nazionale: lo stato interviene con forza, arrivando a controllare direttamente una serie di industrie.
I provvedimenti che marcarono la transizione durante il 1925-1926 furono lo scioglimento della Federazione Nazionale delle Società di Mutuo Soccorso; la creazione dell'INADEL (Istituto nazionale per l'assistenza ai dipendenti egli enti locali); la fondazione dell'Opera Nazionale Maternità e Infanzia; il conferimento ...
Fondatore del fascismo, fu presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel gennaio 1925 assunse poteri dittatoriali, instaurando un regime totalitario, e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo primo ministro segretario di Stato.