Secondo lo storico Procolo, fu Pitagora a scoprire la teoria delle proporzioni, e a stabilire che la somma degli angoli interni di un triangolo è di 180° e sembra che anche lui abbia introdotto i termini "Filosofia "(amore della saggezza) e matematica da "mathema "(ciò che si impara).
Il nome di Pitagora, non a caso, è indissolubilmente legato alla storia della matematica e della geometria (il teorema di Pitagora, appunto). Individuando il principio nel numero, i pitagorici notarono, per primi, come in tutte le cose esiste una regolarità matematica, ossia numerica.
«Il quadrato costruito sull'ipotenusa di un triangolo rettangolo è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti». Questo teorema (geometria) era già noto ai Babilonesi almeno dal 1800 a.C., anche se è ricordato come teorema di Pitagora.
Cosa sostenevano i pitagorici a proposito della matematica?
I Pitagorici credevano che il numero fosse l'origine di ogni cosa, perché tutto poteva essere rappresentato mediante i numeri. Inoltre, i Pitagorici ritenevano che i numeri dispari fossero perfetti, poiché erano limitati, finiti, e che i numeri pari fossero imperfetti, poiché erano illimitati, infiniti.
La matematica viene dall'Oriente e fino a quasi tutto il medioevo è sempre stata un prodotto orientale: la Grecia antica si può considerare la periferia dell'Oriente. Archimede di Siracusa (287?-212 a.C.) è il più “occidentale” matematico antico, ma i suoi riferimenti culturali erano tutti orientali.