Cosa ha sostituito la Tari?

Domanda di: Deborah Donati  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Dal 2014, pertanto, la TARI ha sostituito il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), che è stato vigente per il solo anno 2013 e che, a sua volta, aveva preso il posto di tutti i precedenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria (TARSU, TIA1, TIA2).

Qual è la differenza tra Tari e TASI?

Prima di concludere vogliamo mettere ben in evidenza ancora una volta che si tratta di due tipologie di tasse completamente diverse in quanto la Tari è la tassa sui rifiuti mentre la Tasi è il tributo per i servizi indivisibili.

Cosa sono IMU TASI e Tari?

Di per sé la IUC, in qualità di singola imposta da pagare, non esiste, ma più esattamente è il risultato dell'unione di tre diverse imposte: IMU (sul possesso degli immobili); TASI (sui servizi indivisibili del Comune), abolita però a decorre dal 2020 e confluita nell'IMU; TARI (sulla raccolta rifiuti del Comune).

Chi deve pagare TASI e Tari?

La TASI va pagata da tutti i possessori dell'immobile e da tutti gli utilizzatori (inquilino, comodatario, ecc) se diversi dal possessore. Chi è in affitto deve quindi pagare la TASI per una quota variabile, fissata dal Regolamento comunale, tra il 10% e il 30% del valore complessivo dell'imposta.

Come cambia la Tari nel 2023?

I nuovi obblighi legati alla TARI per il 2023 prevedono che, in caso di importi erronei o di reclami da parte del cittadino, quest'ultimo riceva risposta entro i 30 giorni lavorativi, con uno spostamento del limite a 60 giorni lavorativi per il controllo del bollettino e la rettifica delle somme addebitate.

Video Guida - Controlla Tari sul Sito Ufficiale del Comune, Utilizzando SPID, Bolletta Tassa Rifiuti