Domanda di: Ing. Bacchisio Ferri | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2026 Valutazione: 4.3/5
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La storia di Paolo e Francesca, narrata da Dante nel V Canto dell'Inferno, insegna le tragiche conseguenze dell'amore-passione travolgente, che prevale sulla ragione e sulle leggi divine. Essi simboleggiano la lussuria, dove l'amore cortese si trasforma in colpa. Insegna anche la pietà umana di fronte alla fragilità, ma la ferma condanna etica dell'adulterio.
A cosa vengono paragonate le anime di Paolo e Francesca?
Le anime di Paolo e Francesca sono comparabili alle colombe mosse dal desiderio amoroso ed insopprimibile di ritornare al dolce nido, e tengono perciò le ali tese e ferme, e sono trasportate nell'area dalla leggiadria che le muove. Così si separano dalla loro schiera e sono attratte dall'affettuoso richiamo di Dante.
Il verso «Amor ch'a nullo amato amar perdona» è stato oggetto di varie interpretazioni. La più comune è che l'Amore non «perdona» nel senso di “non risparmia” a «nullo amato» a nessuna persona che riceve Amore di «amare», ossia di non riamare a sua volta.
Per quale motivo Paolo e Francesca si trovano all'Inferno?
Nei versi di Dante, a rievocare la triste vicenda è la donna: Francesca da Rimini, la cui colpa è di aver ricambiato l'amore e di essersi lasciata travolgere dalla passione per Paolo Malatesta, suo cognato, fratello del marito Gianciotto, il quale dopo averli scoperti li uccise trucidandoli.