Domanda di: Dott. Kayla Ferrari | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Proposizione completiva volitiva
Esprime l'idea di volontà, desiderio, sforzo. In latino è introdotta da: ut/ne + congiuntivo presente in rapporto ad un tempo principale; ut/ne + congiuntivo imperfetto in rapporto ad un tempo storico.
ut. . . , formante due proposizioni, in cui il primo ut introduce una proposizione complementare diretta, e il secondo ut una consecutiva, di solito rafforzata da etiam, contra.
La proposizione consecutiva latina è una frase subordinata che esprime la conseguenza di ciò che è indicato nella reggente, esattamente come quella italiana. In latino sono introdotte dalla congiunzione ut, se sono positive, altrimenti da ut non (ut nemo, ut nullus, ut nihil, ut numquam) se negative.
con quo (= ut eo, «affinché con ciò») e il congiuntivo in presenza di aggettivi o avverbi al grado comparativo; con causā o gratiā preceduti da un verbo al gerundio (o gerundivo) al caso genitivo; con ad seguito da un verbo al gerundio (o gerundivo) al caso accusativo.
Dunque “congiuntivo” vuol dire letteralmente “che congiunge“, ovvero è un modo che viene usato frequentemente nelle proposizioni subordinate alla principale. Il suo scopo è quello di esprimere un dubbio, un'ipotesi, un'incertezza, una possibilità, un'esortazione.