Domanda di: Dr. Celeste Ferri | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2026 Valutazione: 4.3/5
(26 voti)
Circa 5000 anni fa (intorno al 3000 a.C., pieno Neolitico/inizio Età del Bronzo), la dieta umana era basata sull'agricoltura e l'allevamento, con un consumo prevalente di cereali (orzo, farro, miglio), legumi (lenticchie, fave), latticini, e carne (ovini, suini, pollame), integrati da cibi selvatici raccolti come frutti e noci.
Gli archeologi ci dicono che l'Uomo è nato onnivoro ma è diventato carnivoro, e lo è rimasto per milioni di anni, quando nelle ultime fasi del Paleolitico (30.000÷10.000 anni a.C.) si è accresciuta la sua dipendenza dai prodotti di origine animale perché aveva come cibo soprattutto selvaggina accompagnata da frutti o ...
Nel corso degli anni '50 il cibo identificativo dell'intero paese diventa invece la pasta. Agnolotti, bucatini, maccheroni, penne, spaghetti… purché sia pasta, condita con salsa di pomodoro che per il pranzo della domenica diventa addirittura ragù.
Dalle origini sino all'inizio del Neolitico, circa 10.000 anni fa, l'Uomo era un cacciatore-raccoglitore nomade, il cui cibo era costituito essenzialmente di selvaggina (proteine e lipidi) ma anche bacche (frutti selvatici) o ancora radici (glucidi con indice glicemico molto basso contenenti molte fibre).