Domanda di: Sig. Raniero Leone | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Evitare quanto più possibile i contatti corporei fino alla guarigione: la scabbia è una malattia contagiosa e la persona che ha contratto la parassitosi deve restare qualche giorno in isolamento per evitare di trasmettere l'acaro Sarcoptes scabiei
Sarcoptes scabiei
È stata classificata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come una patologia legata all'acqua. È causata, principalmente, dall'acaro Sarcoptes scabiei, un parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando un intenso prurito allergico.
Ambiente e vestiti. Gli acari della scabbia non sopravvivono più di 2-3 giorni lontano dalla pelle umana, quindi gli oggetti come coperte, vestiti e asciugamani usati dal paziente possono essere semplicemente lavati in acqua calda (ad almeno 50°) o chiusi per qualche giorno (almeno 72 ore) in un sacco chiuso.
Tutti i soggetti affetti da scabbia e i loro familiari devono essere sottoposti a trattamento utilizzando acaricidi topici (permetrina, benzoato di benzile) o sistemici (es. ivermectina). Si raccomanda anche il lavaggio di eventuali oggetti contaminati a temperature superiori ai 60°C.
La scabbia si considera guarita se una settimana dopo la fine del trattamento non ci sono più manifestazioni di infezione attiva (lesioni cutanee in fase attiva come i cunicoli, prurito notturno).
Il tuo dermatologo di fiducia saprà consigliarti la giusta cura a base di creme anti scabbia per uccidere gli acari che ti stanno scavando la pelle. Si tratta ad esempio di pomate o emulsioni contenenti permetrina al 5%, benzilbenzoato al 25-30%, crotamitone al 10%, lindano all'1%. Oppure malathion allo 0,5%.