La libertà è condizione essenziale della morale: la libertà è condizione della moralità: per Kant la libertà è ratio essendi, ragion d'essere della moralità; richiedendo la determinazione puramente razionale della volontà la moralità richiede in effetti l'autonomia della scelta come indipendenza della decisione dai ...
Basta la pura forma della legge a determinare la volontà secondo Kant, non è necessario il contenuto e, stando così le cose, l'uomo è veramente libero poiché non è condizionato empiricamente nel mondo morale, mentre lo era in quello teoretico: la conoscenza umana, infatti, è condizionata dal fenomeno.
La morale che propone Kant è uno studio sul giusto agire degli uomini, che non prescinde dalle regole dettate dalla ragione, ossia l'etica per essere giusta deve seguire i percorsi della ragione pratica: questa è pur sempre ragione, anche se non teoretico-speculativa.
La sua filosofia è detta “criticismo” in quanto è segnata dal valutare e giudicare per stabilire limiti e possibilità delle esperienze umane. Appartengono al periodo critico i suoi tre capolavori: Critica della ragion pura (1781), Critica della ragion pratica (1788), Critica del giudizio (1790).
Kant vide l'individuo umano come un essere razionale autocosciente con una scelta di libertà "impura": La facoltà di desiderare in base a concetti, nella misura in cui il motivo determinante della sua azione va individuato in lei stessa e non in un oggetto, si chiama facoltà di fare o di non fare a piacimento.