Gesù trattava le donne con straordinario rispetto, compassione e dignità, superando le norme culturali e patriarcali del suo tempo che le consideravano inferiori. Il Vangelo lo mostra mentre le coinvolge, insegna loro e le rende protagoniste della salvezza, dimostrando una visione di uguaglianza e parità in cui, in Cristo, non c'è più distinzione tra maschio e femmina.
In un'epoca in cui le donne erano trattate generalmente come esseri inferiori, il Vangelo secondo Giovanni rivela che Gesù Cristo trattava le donne con compassione e che, come l'anziano James E.
Proprio nel momento in cui Gesù, stanco, siede presso il pozzo di Giacobbe arriva una donna di Samaria ad attingere acqua e Gesù le dice: Dammi da bere. Gesù non si vergogna di manifestare la sua stanchezza e di chiedere alla donna un po' di sollievo.
Vediamo allora la situazione delle donne al tempo di Gesù. Nella cultura ebraica la donna veniva considerata al servizio dell'uomo, per cui era sempre sotto il dominio dell'uomo. Questo già a partire dal racconto della creazione più antico, quello del secondo capitolo dalla Genesi.
La donna è il futuro dell'uomo e anche della sua salvezza. Certo, la Bibbia – e soprattutto l'Antico Testamento – ritrae una società di tipo patriarcale. Ma, se si presenta come “il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”, è anche il Dio di Sara, di Rebecca e di Rachele, le rispettive mogli dei grandi patriarchi.