Cosa pensavano gli egizi della vita dopo la morte?

Domanda di: Maggiore Longo  |  Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023
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Gli Egizi credevano in una vita dopo la morte, assai simile a quella vissuta sulla terra. Quando un uomo moriva, la sua anima faceva un lungo viaggio accompagnata da Anubis, un dio dalla nera testa di sciacallo; egli la proteggeva da mostri e pericoli fino a quando non giungeva davanti a Osiride e agli altri dei.

Cosa pensavano gli Egizi dell'aldilà?

Per gli egizi la vita nell'aldilà era a tutti gli effetti una copia della vita terrena, anche se un po' più spirituale: anche nel mondo dei defunti, ciascuno aveva un compito da svolgere. Dopo la cerimonia della pesatura del cuore, il defunto giungeva nei campi Aaru, che bisognava arare, seminare e mietere.

Perché gli Egizi lasciavano il cuore del defunto?

Se il cuore e la piuma avevano lo stesso peso, il defunto veniva considerato un uomo giusto e aveva diritto alla vita eterna. Se, d'altro canto, il cuore risultava essere più pesante della piuma, veniva divorato dal terribile mostro Ammit e l'anima del defunto scompariva per sempre.

Quali erano le convinzioni degli Egizi riguardo alla vita ultraterrena è perché il cadavere dei defunti veniva imbalsamato?

L'idea dell'aldilà per gli egiziani è strettamente legata alla materialità della vita terrena, infatti essi credevano che il corpo per poter rinascere dovesse rimanere integro, ecco quindi il perché della famosa pratica delle mummificazione che, tra l'altro, oltre ad avere una valenza pratica simboleggiava il rito ...

Perché si pensava il cuore del defunto?

Questa era una pesatura simbolica: il cuore rappresentava i sentimenti del morto, cioè la sua bontà o la sua cattiveria; la piuma era simbolo di verità. Si pesavano, insomma, due concetti astratti: verità e sentimenti. Se il cuore pesava come la piuma il defunto, un "giusto di voce", poteva andare nell'aldilà.

La religione egizia #1: La vita oltre la morte.