Dopo la maternità obbligatoria, è possibile richiedere il congedo parentale (facoltativo), i riposi giornalieri (permessi allattamento), trasformazioni del contratto in part-time o ferie/aspettative. Si tratta di strumenti volti a tutelare la conciliazione tra vita lavorativa e familiare fino ai 12 anni del bambino.
Dopo il congedo di maternità, la madre ha diritto di chiedere anche il congedo parentale, noto come maternità facoltativa. Questo prevede la sospensione del rapporto di lavoro fino al compimento dei 12 anni del bambino, per un periodo complessivo tra i due genitori di 10 o 11 mesi.
Solitamente quando la madre usufruisce del congedo di maternità, il datore di lavoro, deve cercare di colmare la sua assenza attraverso l'assunzione di una figura che la sostituisca oppure incrementando la forza lavoro già presente, trasformando ad esempio dei contratti di lavoro part time, aumentando le ore.
Cosa succede dopo i cinque mesi di maternità? Al termine dei cinque mesi di congedo di maternità i genitori possono decidere di fruire del congedo parentale, fino a 10 mesi, suddiviso tra entrambi.
Quali sono i permessi facoltativi dopo la maternità?
Quando rientrare a lavoro dopo la maternità, dunque? Dopo cinque mesi, se si intende usufruire solamente della maternità obbligatoria. Se invece si preferisce chiedere anche il congedo parentale facoltativo, ci si può astenere dal lavoro per un massimo di undici mesi (cinque obbligatori e sei facoltativi).