Cosa presentare al datore di lavoro per maternità obbligatoria?
Per la maternità obbligatoria, la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro il certificato medico di gravidanza (o inviarlo telematicamente tramite INPS) che attesta lo stato e la data presunta del parto. È buona norma comunicare la gravidanza in forma scritta (raccomandata o PEC) per avere prova della data. Entro 30 giorni dal parto, va comunicata la data effettiva della nascita.
Cosa inviare al datore di lavoro per maternità obbligatoria?
COSA OCCORRE
Per poter usufruire del congedo per maternità occorre presentare al proprio datore di lavoro un certificato medico attestante la gravidanza e recante l'indicazione della data presunta del parto.
Cosa presentare al datore di lavoro in caso di gravidanza?
Anche sulle modalità di comunicazione della gravidanza, la Legge non fornisce un'indicazione precisa. Di norma, la lavoratrice anticipa la notizia al datore di lavoro verbalmente. Successivamente, l'annuncio deve essere ufficializzato mediante una raccomandata A/R all'azienda.
Cosa deve fare il datore di lavoro in caso di maternità?
Il datore di lavoro deve adibire la lavoratrice in gravidanza a mansioni adeguate. Se ciò non fosse possibile, le verrà concessa l'autorizzazione all'anticipo e/o al prolungamento del periodo di astensione obbligatoria, tramite un provvedimento emanato dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL).
Cosa fare quando si entra in maternità obbligatoria?
La richiesta va indirizzata all'Inps e poi inviata al proprio datore di lavoro. La prima cosa da fare è avere dal proprio ginecologo un certificato che attesti lo stato interessante e indichi la data presunta del parto. Se il vostro è un medico del Servizio sanitario nazionale, questo certificato vi sarà sufficiente.
Trovate 30 domande correlate
Cosa portare al patronato per maternità obbligatoria?
Carta d'identità e codice fiscale del richiedente. Busta paga. Certificato medico di gravidanza. Certificato nascito neonato/neonata.
Chi invia il certificato telematico di gravidanza?
“Il certificato di gravidanza può essere rilasciato da un ginecologo specialista che segue le fasi della gestazione.
Novità maternità 2025?
Con la circolare n. 95 del 26 maggio 2025, l'INPS ha fornito istruzioni operative in tema di congedo parentale, la cui indennità è stata innalzata dalla Legge di Bilancio 2025 dal 60% all'80% per il secondo mese e dal 30% all'80% per il terzo mese di congedo.
Cosa indica il certificato del ginecologo per la maternità obbligatoria?
Il certificato del ginecologo indica la data presunta del parto e attesta che non ci sono rischi per la salute della donna e per quella del futuro bambino. Questo certificato deve essere rilasciato da un ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale SSN, quindi o presso le ASL o presso un ospedale.
Come fare domanda di maternità 2025?
La domanda potrà essere presentata esclusivamente online attraverso l'Area Riservata ENPAP, compilando la domanda presente all'interno della voce “Maternità” presente all'interno di “Prestazioni Assistenziali”.
Quanto si può stare a casa in maternità?
In Italia, il congedo di maternità obbligatorio dura cinque mesi (2 prima e 3 dopo il parto, o con flessibilità), ma si può estendere con il congedo parentale facoltativo, raggiungendo un totale di 10-11 mesi per entrambi i genitori, con indennità varie (80% i primi 3 mesi, poi 30% o 80% per un periodo) e il diritto alla conservazione del posto di lavoro fino a 12 anni del figlio.
Quali documenti servono per richiedere la maternità obbligatoria?
DOCUMENTI PER MATERNITA' OBBLIGATORIA
- Documento identità
- Codice fiscale.
- Permesso di soggiorno e/o carta di soggiorno.
- Certificato telematico di gravidanza che attesti la data presunta del parto.
Chi paga lo stipendio di una dipendente in maternità?
Retribuzione. La prestazione economica di maternità a carico dell'INPS è pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nel mese immediatamente precedente il mese di inizio del congedo (o nel caso di disoccupate o sospese, nell'ultimo mese di lavoro).
Quanto viene pagata la maternità obbligatoria nel 2025?
sei mesi sono indennizzati al 30%, a prescindere dalla situazione reddituale; i rimanenti due mesi non sono indennizzati, salvo il caso in cui il richiedente si trovi nella condizione reddituale prevista (articolo 34, comma 3, del T.U).
Quando arriva il bonus maternità 2025?
Quanto vale il contributo economico per le madri lavoratrici
La somma totale viene erogata in un'unica soluzione nel mese di dicembre 2025, oppure entro febbraio 2026 se la domanda è stata presentata in ritardo o si maturano i requisiti tra il 9 e il 31 dicembre 2025.
Quando va fatta la maternità obbligatoria?
Il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro va dai due mesi precedenti la data presunta del parto ai tre mesi successivi. La sua durata è pertanto di cinque mesi, anzi, per maggior precisione, di cinque mesi e un giorno, perché si aggiunge anche il giorno stesso del parto.
Cosa consegnare al datore di lavoro per la maternità?
Domanda e documentazione
Detto certificato va consegnato, prima dei due mesi della data presunta del parto sia al datore di lavoro, sia all'INPS. Il certificato medico di gravidanza deve essere inviato direttamente dal medico all'INPS, esclusivamente per via telematica.
Cosa succede se non ho il certificato telematico di gravidanza?
La mancata presentazione preventiva della documentazione non puo comportare conseguenze sulla misura dell'indennità di maternità.
Certificato telematico di gravidanza a cosa serve?
È necessario per comunicare ufficialmente lo stato di gravidanza e per agevolazioni come l'astensione dal lavoro.
Chi fa il certificato di maternità obbligatorio?
Il certificato di gravidanza, rilasciato in carta libera dal Consultorio o dallo specialista ginecologo di struttura pubblica o privata, attesta le generalità della donna, l'epoca della gravidanza e la data presunta del parto.
Quando andare al CAF per maternità?
La maternità con la flessibilità può essere richiesta il mese precedente la data presunta del parto (massimo 30 giorni) mentre la maternità posticipata può essere richiesta direttamente dopo l'evento parto.
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