La prescrizione della TARI (cinque anni) viene interrotta da qualsiasi atto formale con cui il Comune o l'Agente di riscossione fanno valere il diritto al pagamento, facendo ripartire il termine da capo. Gli atti più comuni sono la notifica di avvisi di accertamento, richieste di pagamento formali, ingiunzioni fiscali, solleciti tramite raccomandata A/R o PEC, o l'emissione di cartelle esattoriali. Questi atti, se notificati entro i 5 anni, "azzerano" il conteggio, iniziando un nuovo periodo di prescrizione.
Interruzione della prescrizione: La prescrizione può essere interrotta da ogni atto con il quale il titolare del diritto (il creditore) manifesta al debitore la volontà di far valere il proprio diritto (art. 2943 c.c.).
4. Cosa fare in caso di prescrizione della TARI. Se ritieni che una cartella relativa alla tassa rifiuti sia prescritta, puoi: Presentare un'istanza di annullamento in autotutela: Scrivi al Comune o all'Agenzia delle Entrate-Riscossione spiegando la situazione e allegando la documentazione.
La normativa vigente stabilisce che la Tari si prescrive in un termine di 5 anni. Questo significa che, trascorsi 5 anni dal momento in cui il pagamento doveva essere effettuato, il Comune non può più richiedere il pagamento della tassa.
Facciamo un esempio: per la Tari relativa all'anno 2018, si inizia a contare dal primo gennaio 2019 e il pagamento in base alla norma va in prescrizione il primo gennaio 2024.