Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, protagonisti del Canto V dell'Inferno di Dante, sono il simbolo eterno dell'amore passionale e adulterino che sfida le convenzioni, culminando nella lussuria e nella tragica morte. Rappresentano la passione incontrollata che porta alla perdizione, unendo l'ideale cortese con le conseguenze tragiche della gelosia.
Nella Commedia, i due giovani raffigurano le principali anime condannate alla pena dell'inferno dantesco nel II cerchio cioè quello dei lussuriosi. In vita furono cognati (Francesca era infatti sposata con Gianciotto, fratello di Paolo) e questo amore li condusse alla morte per mano del marito di Francesca.
Il verso «Amor ch'a nullo amato amar perdona» è stato oggetto di varie interpretazioni. La più comune è che l'Amore non «perdona» nel senso di “non risparmia” a «nullo amato» a nessuna persona che riceve Amore di «amare», ossia di non riamare a sua volta.
In conclusione, Paolo e Francesca sono stati rappresentati, in diverse modalità artistiche, anche tra pittura e musica. In merito alla pittura, riferendomi al quadro presente nel Louvre, si tratta di un dipinto in cui i due amanti sono raffigurati in un abbraccio dalle cui linee si forma, idealmente, un quadrilatero.
I due vennero sorpresi da Gianciotto che li trafisse con la spada. Dante colloca Paolo e Francesca nell'Inferno tra i lussuriosi, condannati alla dannazione divina ma con i suoi versi li ha spinti all'eterna commemorazione, elevandoli a simboli dell'amore.