Cosa serve per fallire?

Domanda di: Dr. Gabriele Cattaneo  |  Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2026
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Per fallire legalmente in Italia (oggi definita liquidazione giudiziale) sono necessari uno stato di insolvenza irreversibile e il superamento di determinate soglie dimensionali. I requisiti principali includono debiti scaduti e non pagati superiori a 30.000 euro, l'essere un imprenditore commerciale non "piccolo", e l'incapacità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Quali sono i requisiti per fallire?

Aver avuto nello stesso termine ricavi lordi annuali non superiori a duecentomila euro. Il superamento di tale soglia di ricavi, anche in uno solo dei tre esercizi precedenti, comporta l'assoggettabilità a fallimento; Avere debiti per un ammontare inferiore a cinquecentomila euro.

Chi può fallire e chi no?

Il fallimento dell'azienda, infatti, è possibile solo per le imprese private che esercitano un'attività commerciale, sia che si tratti di aziende di tipo individuale o societario. Quindi sono escluse dalla procedura le imprese pubbliche, le imprese non commerciali e le imprese agricole.

Quali sono i requisiti di fallibilità per il 2025?

Le soglie sopra indicate possono essere aggiornate periodicamente con decreto del Ministro della Giustizia (previsto ogni 3 anni). Al luglio 2025 però i valori sono rimasti invariati rispetto alla legge originaria: €300.000, €200.000, €500.000.

Chi viene dichiarato fallito?

L'art. 5 della Legge Fallimentare precisa che: “L'imprenditore che si trova in stato d'insolvenza è dichiarato fallito. Lo stato d'insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.

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