Cosa si fa con l'acqua di San Pietro?
Domanda di: Sig. Ulrico Rizzi | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2026Valutazione: 4.6/5 (55 voti)
L'acqua di San Pietro è il risultato di un'antica tradizione contadina diffusa nel Nord Italia, celebrata tra il 28 e il 29 giugno. Consiste nel versare l'albume di un uovo in un contenitore di vetro pieno d'acqua, lasciato all'aperto tutta la notte per prevedere il tempo e i raccolti.
Perché non si va al mare il giorno di San Pietro e Paolo?
È il 29 giugno, festa di San Pietro, il pescatore diventato santo. Ma in questo giorno, secondo antiche credenze, non si fa il bagno. Perché il mare, proprio oggi, sarebbe più imprevedibile. Perché San Pietro – dicono i vecchi pescatori – ne reclama uno per sé.
Cosa significa "albume nell'acqua san pietro"?
Questa usanza diffusa soprattutto in Veneto, Trentino e Lombardia, prevede che si lasci un contenitore di vetro riempito d'acqua all'aperto, in un prato o sul balcone, e si faccia colare dell'albume d'uovo al suo interno. Durante la notte, l'albume andrà a creare delle forme che ricordano un vero e proprio veliero.
Cosa si fa con la barca di San Pietro?
La notte del 28 giugno è usanza fare questo rituale, che prende il nome di barca di San Pietro o veliero di San Pietro. In quella notte riempi un contenitore di vetro aperto con dell'acqua fredda, fai scivolare dolcemente all'interno un albume d'uovo, e metti poi il contenitore su un davanzale esterno o in giardino.
Perché non si va al mare a San Pietro e Paolo?
Quello che era peculiare, all'epoca, era il fatto che il sanfeliciano non sapeva, in genere, nuotare. La cultura sanfeliciana, infatti, era prevalentemente contadina e il mare veniva visto con diffidenza, perchè da lì per secoli erano giunti pericoli di ogni sorta: pirati, invasori, razzie e, a volte, persino malattie.
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