Domanda di: Dott. Pablo Messina | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Gli interventi denominati 'addizioni volumetriche' consistono in modifiche alla sagoma di un edificio esistente oltre il limite del 20 % del volume esistente.
Quando l'ampliamento è considerato ristrutturazione?
468). Conseguentemente, l'intervento che determina l'ampliamento dell'edificio preesistente per mc 66,96, pari all'8,70% del volume complessivo deve qualificarsi come intervento di ristrutturazione edilizia, essendo l'aumento di volumetria incompatibile con il concetto di manutenzione straordinaria.
L'incremento volumetrico è sempre una ristrutturazione edilizia e non un restauro! Ecco perché Tar Toscana: l'aumento di superficie o di volumetria comporta una trasformazione dell'edificio che richiede il rilascio del permesso di costruire ed eccede i limiti della categoria d'intervento.
L'ampliamento di un edificio rappresenta la definizione delle esigenze del committente in relazione alle caratteristiche fisiche ed urbanistiche dell'area oggetto di intervento (lotto edificabile) e dell'edificio esistente.
Possono venire ampliati gli edifici residenziali: se hanno un volume fino a 200 metri cubi previsto un massimo di 60 metri cubi; tra 200 e 500 metri cubi fino al 20% della parte oltre i 200 metri cubi; tra 500 e 1000 metri cubi fino al 10% della parte eccedente i 500 metri cubi.