Cosa si intende per poesia alessandrina?

Domanda di: Eusebio Pagano  |  Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026
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La poesia alessandrina è una corrente letteraria ellenistica sviluppatasi dal III secolo a.C. ad Alessandria d'Egitto, caratterizzata da un elevato raffinamento formale, erudizione, brevità (epilli) e un approccio intimista. Sviluppata in ambiente librario e destinata a un pubblico colto, predilige miti poco noti e forme poetiche brevi, influenzando profondamente i neoteroi romani come Catullo.

Che cos'è la poesia alessandrina?

Maniera d'arte elaborata, dotta, raffinata, propria della letteratura e della poesia greca (Callimaco, Teocrito ecc.) nel periodo detto alessandrino o ellenistico (4°-1° sec. a.C. ➔ ellenismo).

Che cos'è un modello alessandrino?

L'alessandrino o martelliano è un verso composto da due emistichi di almeno sei sillabe ciascuno, nei quali la sesta sillaba è accentata. Può coincidere o meno con un dodecasillabo.

Perché si chiamano versi alessandrini?

In particolare è composto da due parti, ciascuna di sei sillabe. Prende questo nome perché è usato per la prima volta nel Roman d'Alexandre, un fantasioso poema medievale (se non una serie di poemi) su Alessandro Magno.

Chi sono i poeti alessandrini?

Callimaco, Teocrito e Apollonio di Rodi sono tra i poeti maggiori. Per quanto concerne la retorica, il loro ideale è la semplicità degli antichi oratori attici. A Roma l'influenza della poesia alessandrina incomincia con i neoteroi (I secolo a.C.), dei quali il principale esponente è il poeta Catullo.

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