Cosa si intende per spese di registrazione?

Domanda di: Bettino Grasso  |  Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2023
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Quando si parla di spese di registrazione del contratto di affitto si intende generalmente il pagamento dell'imposta di registro, pari al 2% del canone annuo di locazione e del valore di minimo di 67 euro, ed il pagamento di un'imposta di bollo, il cui preciso ammontare non può essere inferiore a 32 euro e varia a ...

Quali sono le spese di registrazione di un contratto?

L'imposta di registro che grava sui contratti di locazione ordinari (senza opzione per la "cedolare secca") è pari al 2% del canone annuo con un minimo di imposta pari ad euro 67,00; è inoltre dovuta l'imposta di bollo, variabile dal numero di pagine e di copie del contratto, con un minimo di 32,00 euro.

Chi deve pagare le spese di registrazione?

Il locatore e il conduttore rispondono in solido del pagamento dell'intera somma dovuta per la registrazione del contratto. Sul deposito cauzionale versato dall'inquilino non è dovuta l'imposta di registro.

Come si calcolano le spese di registrazione contratto di affitto?

Tale percentuale si applica al canone pattuito, moltiplicando per il numero di anni di durata del contratto. Ad esempio, ipotizzando un canone annuo di 10.000 euro per un contratto di affitto di 3 anni il calcolo di imposta di registro di locazione sarà: 10.000 euro x 2% x 3 anni= 600 euro.

Quali sono le spese per un contratto di locazione?

Se si intende locare un immobile o affittarlo, è necessario sostenere il costo di registrazione del contratto di affitto. Generalmente, tale spesa si divide in imposta di registro, del valore minimo di 67 euro, ed imposta di bollo, del valore minimo di 32 euro.

Spese di registrazione di un contratto di locazione