Prima dell'invenzione del preservativo in lattice moderno (XX secolo), l'umanità ha utilizzato per secoli metodi anticoncezionali e di protezione dalle malattie basati su materiali naturali, spesso bizzarri o rudimentali.
La leggenda del re Minosse (1.200 a.C.) riferisce l'uso della vescica natatoria dei pesci o di vesciche di capra per trattenere lo sperma. Il preservativo maschile ha anche i suoi antecedenti nell'antica Grecia e nell'antica Roma, dove venivano utilizzate membrane di animali (parti di intestino e la vescica urinaria).
Dall'età romana al medioevo il preservativo era sempre ben conosciuto: un pezzo di budello di agnello o di maiale, un nodo ben stretto da una parte, e il gioco è fatto.
Il cappuccio cervicale - chiamato anche cappuccio a campanella o diaframma - veniva inserito nella vagina. La coppetta di gomma di inizio XX secolo mostrata di seguito fu modificata dalla dottoressa Marie Stopes, una delle pioniere della pillola contraccettiva.
I contraccettivi di barriera comprendono i preservativi, i diaframmi, i cappucci cervicali e i tamponi contraccettivi. Altri contraccettivi pericoitali comprendono gli spermicidi vaginali (schiume, creme, gel, supposte) e un gel contraccettivo regolatore del pH.