"Albis" deriva dal latino e significa "in bianche (vesti)", riferendosi principalmente alla Domenica in Albis, la domenica successiva a Pasqua, quando i neobattezzati deponevano le vesti bianche ricevute durante il Battesimo, simboleggiando la loro nuova vita. Può anche indicare il Lunedì in Albis (Pasquetta), il giorno in cui si toglievano le vesti, e in senso più ampio, il periodo dopo Pasqua. In alcuni contesti, "Albis" può derivare anche da radici germaniche legate al "bianco" o allo "splendente".
locuz. lat. – Formula (propr. «in [vesti] bianche») usata in alcune espressioni del linguaggio liturgico: settimana in a., la settimana successiva alla Pasqua (dall'antico uso dei fedeli battezzati nella veglia pasquale di portare la veste bianca per otto giorni); domenica in a. o bianca (lat.
Perché la settimana dopo Pasqua si chiama in albis?
Ai primi tempi della Chiesa, infatti, il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, e i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, fino alla prima domenica dopo Pasqua, detta perciò "domenica in cui si depongono le vesti bianche" (in albis depositis o ...
Rimaniamo ancora all'interno dei dubbi sulla terminologia legata alla Pasqua con la domanda sul Lunedì in albis, definito anche Lunedì dell'Angelo. Si tratta del giorno successivo alla Pasqua, chiamato familiarmente Pasquetta e non incluso, per i cattolici, nel calendario liturgico.
Il nome di Domenica in Albis (sottinteso deponendis, in Rito Ambrosiano è chiamata Domenica in albis depositis, letteralmente: "domenica in cui le vesti bianche vengono deposte") è legato al rito del Battesimo: in esso i nuovi battezzati ricevono e indossano una veste bianca, segno della vita divina appena ricevuta; ...