Cosa significa andare in causa?

Domanda di: Guido Giordano  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Nel processo civile, vale la regola generale dell'«onere della prova» in capo a chi agisce per primo: è chi comincia la causa (il cosiddetto attore o ricorrente) a dover dimostrare i fatti a sostegno dei propri diritti fatti valere in giudizio nei confronti dell'avversario (il cosiddetto convenuto o resistente).

Cosa succede quando ti fanno causa?

Una causa civile ha lo scopo di tutelare i diritti soggettivi, cioè quelli riconosciuti ai privati dalla legge. A differenza dei processi penali, infatti, l'accertamento dei fatti non ha un interesse pubblico, ma ha l'obiettivo di analizzare conflitti sorti tra le due parti contrapposte.

Come si fa a fare causa a una persona?

Per iniziare la causa serve predisporre un atto introduttivo (atto di citazione o ricorso), depositarlo presso la cancelleria del giudice, notificarlo alla controparte.

Quanto costa andare in causa?

Per avere un'idea, possiamo tenere presente che, ad oggi, per i giudizi civili il contributo unificato varia entro una forbice compresa tra un minimo di 43 euro (per le cause di valore più basso, entro i 1.100 euro) fino ad un massimo di euro 1.686 (per i contenziosi di importo più alto, cioè superiori a euro 520.000).

Quando conviene andare in causa?

Conviene fare una causa o no

In altri casi, invece, fare causa potrebbe essere conveniente perché pur dovendo sostenere dei costi e attendere del tempo, si va verso risarcimenti danni ingenti che superano e di gran lunga a volte le cifre spese per la causa stessa.

Quando NON conviene FARE CAUSA? | Avv. Angelo Greco