Cosa significa il principio "far but close"?
Il principio "far but close" (lontano ma vicino) è il pilastro dello smart working e del lavoro agile, specialmente nella Pubblica Amministrazione. Indica la possibilità di lavorare da remoto (lontano) mantenendo intatta la connessione, la collaborazione e la condivisione di obiettivi con il datore di lavoro e il team (vicino).
Cosa significa far but close?
Il lavoro agile supera la tradizionale logica del controllo sulla prestazione, ponendosi quale patto fiduciario tra l'amministrazione e il lavoratore, basato sul principio guida “FAR BUT CLOSE”, ovvero “lontano ma vicino”.
Quali sono i principi fondamentali del lavoro agile?
Un nuovo approccio al modo di lavorare e collaborare all'interno di un'azienda che si basa su quattro pilastri fondamentali: revisione della cultura organizzativa, flessibilità rispetto a orari e luoghi di lavoro, dotazione tecnologica e spazi fisici.
Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?
Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.
Qual è l'obiettivo principale delle modifiche organizzative introdotte dal modello di lavoro agile?
Obiettivo dichiarato è promuovere il lavoro agile per “incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. È il comma 3 a precisare che le disposizioni normative si applicano anche ai “rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.
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Quali sono i 3 concetti fondamentali introdotti dal dlgs 81/08?
I tre concetti fondamentali introdotti o rafforzati dal D.Lgs. 81/08 sono la Prevenzione Proattiva, la Valutazione dei Rischi sistematica con il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), e l'Informazione, Formazione e Addestramento dei lavoratori, basati su un approccio di responsabilità condivisa per garantire la salute e la sicurezza sul lavoro.
Il datore di lavoro può rifiutare lo smart working?
Consegue che, accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile, il datore di lavoro non può agire in maniera irragionevolmente o immotivatamente discriminatoria nei confronti di questo o quel lavoratore, tantomeno laddove vi siano titoli di priorità legati a motivi di salute.
Quali sono le differenze tra smart working e lavoro agile?
Non c'è una vera differenza: lavoro agile è il termine ufficiale italiano (Legge 81/2017) per definire lo smart working, che ne è la traduzione e l'accezione più comune, entrambi indicano una modalità di lavoro flessibile, svincolata da orari e sede fissi, organizzata per obiettivi e risultati, con autonomia del lavoratore nel gestire tempi e luoghi di svolgimento, purché rispettati gli accordi con il datore di lavoro. In sintesi, sono sinonimi, ma "lavoro agile" si riferisce alla normativa specifica in Italia.
Che differenza c'è tra smart working e home working?
Home working, letteralmente tradotto "lavoro da casa", racchiude in sé la principale differenza da smart working: come possiamo facilmente intuire, la grande differenza con il lavoro in presenza, consiste proprio nel luogo che passa dall'essere l'ufficio alla casa.
Cosa deve fornire il datore di lavoro per lo smart working?
Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i ...
Con lo smart working lo stipendio diminuisce?
Il concetto è un po' questo: se lavori da casa, lasciare una percentuale di salario in azienda è più o meno un obbligo morale nei confronti dei colleghi che lavorano in ufficio. Ma qui si nasconde un limite culturale: lo Smart Working non è un benefit aziendale e il taglio di stipendio sarebbe un grave errore.
Cos'è il metodo Alpen?
Se alla mattina vi trovate davanti a una montagna di lavoro, organizzatevi con il metodo ALPEN (dal tedesco: annotare le cose da fare, stimare i tempi, pianificare pause e tempi vuoti, rispettare le decisioni, effettuare un controllo finale).
Quanti giorni si può lavorare in smart working?
Rispondiamo al quesito dicendo che i giorni della settimana durante i quali si può lavorare in smart working sono frutto di un accordo tra dipendente e datore di lavoro: può essere un solo giorno o tutta la settimana lavorativa.
Quali sono gli svantaggi dello smart working?
Lo smart working, detto anche remote working o telelavoro, aumenta mediamente la produttività delle aziende e migliora il bilanciamento vita-lavoro dei dipendenti, ma può causare isolamento, burnout e rischi informatici.
Cosa cambia per lo smart working nel 2025?
Cosa cambia per lo smart working nel 2025
Dal 12 gennaio 2025 lo smart working prevede nuovi obblighi: comunicazione al Ministero entro 5 giorni (non più 20), sanzioni da 100 a 500€ per lavoratore non comunicato, e nuove tutele INAIL per infortuni domestici.
Come dicono gli inglesi smart working?
Ma gli inglesi, si sa, sono concisi e precisi quindi usano l'espressione working from home - abbreviata WFH - per riferirsi esattamente alla possibilità di lavorare da casa e mai e poi mai userebbero smart working a tale scopo!
Lo smart working è un benefit?
Il lavoro da remoto aumenta la fedeltà dei dipendenti: le aziende possono offrire diversi benefit, come buoni pasto, premi produzione, auto aziendale, ma nulla può superare il benefit dello Smart Working (totale o ibrido che sia).
Chi decide i giorni di smart working?
Come già specificato, il datore di lavoro si può riservare il diritto di controllare gli orari di lavoro dei dipendenti in smart working, in accordo con la norma stabilita dal dlgs. 15 giugno 2015, n. 81, che autorizza a utilizzare strumenti elettronici (app, software) per gestire la rilevazione delle presenze.
Quali sono i lavoratori fragili che hanno diritto allo smart working?
Rientrano tra i lavoratori fragili con diritto allo smart working 2025:
- Fragilità indipendente dallo stato vaccinale: Trapianti d'organo o di cellule staminali. Terapie immunosoppressive (es. ...
- Fragilità con esenzione vaccinale: Età > 60 anni.
Chi è responsabile della sicurezza del lavoratore in smart working?
Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa (art. 18, comma 2).
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