Il termine "kefir" ha origini arabo-turche, derivando probabilmente dalla parola turca keyif o dall'arabo kif, che significano rispettivamente "delizia" o "benessere". Si riferisce alla sensazione di piacere e allo stato di salute che questa bevanda fermentata tradizionalmente apporta.
Il kefir è una bibita ottenuta dal latte o dall'acqua fermentata con un complesso di microrganismi che vivono in simbiosi in ciò che chiamiamo grani o coltura di kefir. La coltura di kefir, contrariamente a ciò che pensano molte persone, non è un fungo, bensì una comunità di batteri e lieviti che convivono in simbiosi.
No, bere kefir tutti i giorni generalmente non fa male e anzi porta benefici grazie ai probiotici, ma è fondamentale iniziare gradualmente (es. 100 ml) e non superare le dosi consigliate (200-600 ml/giorno) per evitare disturbi intestinali come gonfiore o crampi, specialmente se non si è abituati ai fermentati; chi soffre di gastrite o reflusso dovrebbe fare attenzione all'acidità, e variare con altre fonti probiotiche è sempre consigliato per una dieta equilibrata.
Il kefir viene preparato dall'utilizzo di latte fresco e fermenti lattici chiamati granuli di kefir, ossia dei granuli dall'aspetto gelatinoso i quali contengono un particolare polisaccaride, il kefiran: in quest'ultimo sono presenti dei microrganismi come batteri lattici e i lieviti probiotici.
Non c'è un "meglio" assoluto: lo yogurt è più proteico e versatile, mentre il kefir offre una varietà superiore di probiotici e lieviti, rendendolo più potente per l'intestino, ma è più acidulo e bevibile; la scelta dipende dalle tue esigenze, gusti e tolleranze, preferendo sempre le versioni senza zuccheri aggiunti e, idealmente, alternandoli per diversificare i benefici.