Cosa significa la voce una tantum in busta paga?

Redazione Pubblicato il

La voce "una tantum" in busta paga indica un importo erogato una sola volta e non periodicamente, solitamente come premio, indennità o arretrato legato a rinnovi contrattuali (CCNL), incentivi aziendali o misure governative. È una somma straordinaria, soggetta a tassazione IRPEF e contributi, che non incide sul calcolo del TFR o di altri istituti contrattuali.

A chi spetta l'importo una tantum nel 2025?

Spettano ai lavoratori in forza al 1° gennaio o assunti entro il 31 agosto, con contratto a tempo indeterminato o determinato (minimo 3 mesi di servizio). L'importo non è riproporzionabile per i part-time ed è escluso dal calcolo del TFR.

Cosa significa importo una tantum?

Un pagamento una tantum si ha quando un cliente salda un prodotto o servizio in un'unica soluzione, senza alcun addebito automatico successivo. Completata la transazione, non ci saranno ulteriori fatturazioni. Se il cliente desidera effettuare altri acquisti, dovrà semplicemente iniziare una nuova operazione.

Cosa vuol dire una tantum sulla busta paga?

e avv., per indicare un pagamento (a titolo di compenso, di gratifica, di indennità, di assolvimento di un obbligo, ecc.), di solito a carattere straordinario, che viene fatto mediante una determinata somma senza obbligo di ripeterlo, escludendo perciò ogni carattere periodico e continuativo: dare una gratifica una ...

Perché si dice una tantum?

Una tantum è una locuzione parzialmente latina, alla lettera significante «una volta soltanto», che indica un evento che avviene una volta sola senza ripetizioni.

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Trovate 19 domande correlate

A chi spetta l una tantum?

A chi spetta

Il personale con contratto di lavoro a tempo determinato ha titolo a percepire l'emolumento una tantum a condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31/12/2023 e non sia cessato anticipatamente.

Cosa cambia da gennaio 2025 in busta paga?

Da gennaio 2025 cambiano le regole del taglio del cuneo fiscale: scompare l'esonero contributivo del 2024 e viene introdotto un nuovo sistema di agevolazioni fiscali e contributive più complesso, con un bonus esentasse per i redditi più bassi (fino a 20.000€) e detrazioni che decrescono per chi guadagna di più, portando a una diminuzione del netto in busta paga per molti redditi medi, ma aumenti per redditi più alti, con impatti diversi a seconda della fascia di reddito. 

Chi ha diritto al bonus una tantum 2025?

Chi ne ha diritto: Genitori con figli nati, adottati o in affido a partire dal 1° gennaio 2025. Importo: 1.000 € una tantum per ogni figlio, anche in caso di parto gemellare. Requisiti principali: ISEE minorenni fino a 40.000 €. Domanda da presentare entro 60 giorni dalla nascita o adozione.

Cos'è il premio una tantum in busta paga?

Il premio una tantum in busta paga è una somma di denaro erogata ai dipendenti in un'unica soluzione. Il datore di lavoro può decidere di assegnarlo come incentivo per il raggiungimento degli obiettivi aziendali o per riconoscere il merito di un lavoro ben svolto.

Cosa significa 200 euro una tantum?

Il Bonus 200 euro è un'indennità una tantum anti-inflazione a favore di lavoratori, titolari di trattamenti pensionistici o di disoccupazione, prevista dal Decreto Aiuti (DL 50/2022) come misura di potenziamento del potere d'acquisto del reddito delle famiglie contro il caro prezzi.

Chi ha diritto all'indennità una tantum?

L'articolo 2, comma 4, del decreto interministeriale 19 agosto 2022, prevede che l'importo dell'indennità una tantum è pari a 200 euro per i lavoratori che nell'anno di imposta 2021 hanno percepito un reddito non superiore a 35.000 euro.

A chi spetta il bonus una tantum di luglio 2025?

A luglio 2025 è prevista l'erogazione della seconda tranche dell'importo una tantum a favore dei lavoratori con contratto collettivo nazionale Commercio, secondo quanto stabilito dagli accordi contrattuali.

Che bonus ci sono nel 2025 in busta paga?

Nel 2025 sono previste diverse misure per i lavoratori dipendenti, tra cui il bonus Irpef, altrimenti conosciuto come trattamento integrativo, il nuovo taglio del cuneo fiscale e possibili fringe benefit. Per ottenere le agevolazioni fiscali, in genere i lavoratori subordinati non devono presentare alcuna domanda.

Chi avrà 100 euro in più in busta paga?

I 100 euro in più in busta paga si riferiscono principalmente al Trattamento Integrativo (ex Bonus Renzi), che spetta ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 28.000 euro annui, calcolato in base alla differenza tra detrazioni fiscali e IRPEF dovuta, ma l'importo pieno (100€/mese) spetta sotto i 15.000 euro lordi annuali; esistono poi bonus una tantum come quello sulla tredicesima, con requisiti specifici (es. coniuge e figli a carico).

Cosa cambia in busta paga a giugno 2025?

A partire da giugno 2025 entrerà ufficialmente in vigore il nuovo taglio del cuneo fiscale, con applicazione retroattiva a partire da gennaio 2025. La misura, pensata per aumentare il netto in busta paga, coinvolge direttamente i dipendenti pubblici, in particolare docenti e personale ATA.

Come funziona il bonus busta paga fino a 40.000 euro?

Chi possiede nel 2020 un reddito complessivo superiore a 28.000 fino ai 40.000 euro all'anno ha diritto, a partire dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2020, ad una ulteriore detrazione fiscale a scalare in proporzione al reddito. Oltre i 39.000 euro la detrazione si riduce a pochi euro al mese e si azzera a 40.000.

Perché le buste paga 2025 sono più basse?

Se hai notato meno soldi in busta paga nel 2025, sappi che non sei l'unico. Questo perché il taglio del cuneo fiscale (con la legge di bilancio 2025) è diventato strutturale, ma ha anche cambiato forma e ora non è segnalato chiaramente nel cedolino.

Come funziona il bonus di 200 euro in busta paga?

Il bonus una tantum da 200 euro è fiscalmente esente. L'erogazione dell'indennità una tantum genera un credito che il datore di lavoro può compensare in sede di denuncia contributiva mensile. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare ai propri dipendenti il modulo di autocertificazione chiedendone la compilazione.

Come funziona il bonus una tantum?

LAVORATORI DIPENDENTI - con retribuzione imponibile a novembre fino a 1.538 euro, riceveranno il sussidio automaticamente nella busta paga. L'indennità spetta una sola volta (anche nel caso di più rapporti di lavoro), non è cedibile, sequestrabile o pignorabile e non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali.

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