Poeta tragico greco, di Atene (forse 497-406), figlio di Sofillo, del demo di Colono agoràios. Secondo la tradizione che riconnetteva la vita dei tre grandi tragici ateniesi alla battaglia di Salamina
Salamina
Isola della Grecia, nel Golfo Saronico, vicinissima alla terraferma, della quale apparisce come un lembo separato per sommersione recente. A nord-est è separata dall'Attica per mezzo dello stretto di Salamina, poco profondo, che si restringe fino a 1200 m.
Muore nel 406 a.C. e la sua ultima tragedia, l'Edipo a Colono, viene rappresentata postuma lo stesso anno (o pochi anni dopo) in segno di grande onore. Secondo la storiografia antica, notoriamente amante di tali pittoreschi aneddoti, sarebbe morto strozzato da un acino d'uva nel corso di un simposio.
Il termine greco trago(i)día τραγῳδία deriverebbe dall'unione delle radici di "capro" (τράγος / trágos) e "cantare" (ᾄδω / á(i)dô) e significherebbe dunque "canto dei capri", in riferimento al coro dei satiri, o "canto per il capro", riferendosi al premio per l'agone.
Quali sono le caratteristiche peculiari delle tragedie di Sofocle?
Le principali innovazioni apportate da Sofocle nella forma della tragedia furono la rottura della trilogia in tre tragedie di soggetto anche disparato, con diminuzione delle parti corali e un ritmo di sviluppo più rapido; l'aumento del numero dei componenti del coro da 12 a 15 e l'introduzione di un terzo attore.