Domanda di: Boris Neri | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Telefonini, televisori, carte di credito, sensori connessi ai più disparati servizi (trasporto urbano, infrastrutture, edifici pubblici e privati…) sono tutti fonti di informazioni ed esempi di big data nella vita quotidiana.
La definizione di Big Data si riferisce a dati che contengono una maggiore varietà, che arrivano in volumi crescenti e con più velocità. Questo concetto è anche noto come le tre V. In parole povere, i big data sono set di dati più grandi e complessi, provenienti soprattutto da nuove origini dati.
La provenienza dei Big Data non è univoca: i dati arrivano da numerose fonti di diversa natura, come sistemi di transazioni commerciali, database dei clienti, cartelle cliniche, applicazioni mobili, social network, repository di ricerca scientifica, dati generati da macchine e sensori in tempo reale utilizzati in ...
L'analisi corretta dei big data ha l'obiettivo principale di estrarre informazioni aggiuntive rispetto a quelle che ottenibili da piccole serie di dati.
Quali sono le tre sorgenti principali dei Big Data?
variabilità: una caratteristica riferita alla possibile inconsistenza dei dati analizzati; complessità: che aumenta in maniera direttamente proporzionale alla dimensione del dataset; veridicità: relativa al valore informativo che è possibile estrarre dai dati.