Domanda di: Ing. Lazzaro Costa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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In Nietzsche il senso, infatti, appare come fenomeno connesso all'esperienza del valore e del fine: il valore definisce un fine al quale tende il volere e lo stesso divenire delle cose, cosicché il senso si produce nell'esperienza della “meta” che rende possibile l'azione e intorno alla quale si organizza ogni andare.
Secondo Friedrich Nietzsche (1844-1900) i valori etici rappresentano il “razionalismo socratico” e la sua pretesa di stabilire un'identità tra l'ordine, la legge e la verità. La civiltà contemporanea fondata sull'etica è figlia dell'inganno umano sulla possibilità di definire, in maniera assoluta, il Bene ed il Male.
Nietzsche dice che i sentimenti morali non hanno origine in un regno superiore dello spirito, ma da impulsi inferiori, bisogni e istinti "umani, troppo umani" (da qui il titolo dell'opera). Dunque afferma che dietro i comportamenti considerati piu nobili vi sono in realtà i moventi piu bassi.
Nietzsche è convinto dell'esistenza di un'unica vita terrena, legata alla corporeità fisica; l'uomo è dunque solo corpo e deve lasciarsi guidare dalle proprie pulsioni, lacerando così il "Velo di Maya" introdotto da Schopenhauer, ovvero l'apparenza che cela la Volontà opprimente l'individuo.
L'elemento di base della filosofia di Nietzsche, però, è sicuramente quello del Superuomo, concetto per cui egli è conosciuto in tutto il mondo e che attualmente lo rappresenta più degli altri. Si tratta comunque di una figura metaforica che non dev'essere confusa con l'Übermensch (Superuomo) di hitleriana memoria.