Domanda di: Ing. Omar Ruggiero | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2026 Valutazione: 5/5
(40 voti)
Le statuine della "Dea Madre" in Sardegna sono idoli femminili in pietra, osso o terracotta, databili dal Neolitico antico (circa 10.000 anni fa) all'età prenuragica e nuragica. Rinvenute principalmente in contesti funerari (domus de janas) e santuari, rappresentano divinità legate ai cicli di vita-morte-rigenerazione, fertilità e abbondanza, con forme evolute nel tempo da steatopigie a cruciformi.
In ambito italico, presso il santuario di Capua (V sec. a.C.), sono state rinvenute numerose raffigurazioni di madri che venivano offerte probabilmente dalle donne dopo il parto, alla divinità che le aveva assistite. Forse quindi la nostra statuetta si lega al culto di una dea madre che reca salute e fertilità.
Chi era la Dea madre sarda? – La Dea Madre sarda è una divinità femminile primordiale, adorata dai popoli prenuragici e nuragici che abitavano la Sardegna nell'antichità. Ma il culto della Grande Madre o Grande Dea era caratteristico molte altre civiltà del Mediterraneo.
La sua figura, che rimanda al simbolismo materno della creatività, della nascita, della fertilità, della sessualità, del nutrimento e della crescita, era conosciuta ad esempio come Ninhursag, Cibele, Gaia, Rea, Demetra.
(ANSA) - CAGLIARI, 27 NOV - "Christie's ha bloccato la vendita della Dea Madre ritirando dall'asta dell'11 dicembre prossimo il pezzo pregiatissimo della civiltà nuragica della Sardegna, messo all'incanto per un milione e 200 mila dollari".