Cosa spetta ai parenti in caso di morte del lavoratore?
Domanda di: Dr. Ludovico Villa | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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In caso di morte del prestatore di lavoro, l'indennità sostitutiva del preavviso e il TFR devono essere corrisposti al coniuge, ai figli o, se a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado. Ciò anche in caso di espressa rinuncia all'eredità.
Nel caso di morte del dipendente, il rapporto di lavoro si risolve per causa di forza maggiore e insorge per l'azienda l'obbligo di comunicare al Centro per l'impiego l'avvenuta risoluzione del rapporto.
Cosa succede se muore il titolare di una ditta individuale?
Nel caso di decesso del titolare di una impresa individuale, gli eredi, nel caso intendano continuare l'attività del de cuius, indipendentemente dalla partecipazione all'attività, anche manuale, della maggioranza degli eredi, si deve applicare l'art. 5 affinché vi sia continuità nell'attività dell'impresa.
Nel caso di decesso dopo il collocamento a riposo, la somma maturata a titolo di indennità di buonuscita entra a far parte dell'asse ereditario come ogni altro bene, e deve essere corrisposta agli eredi legittimi e/o testamentari secondo le norme che regolano la successione.
Il TFS, Trattamento di Fine Servizio, è un ammontare di denaro che viene riconosciuto al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro. La principale differenza con il TFR è che, in questo caso, ne beneficiano unicamente i dipendenti pubblici e statali, non i privati.