Domanda di: Dr. Renzo Montanari | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2026 Valutazione: 5/5
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La banca mette un cliente "in sofferenza" quando, a seguito di un mancato pagamento prolungato (solitamente oltre 90 giorni) o di una grave e non transitoria difficoltà finanziaria, ritiene il credito inesigibile. Questa classificazione comporta la segnalazione alla Centrale Rischi, il blocco del credito e l'avvio di procedure di recupero forzoso.
Se la banca ti manda in sofferenza, il rischio è di affrontare il pignoramento dei beni e l'impossibilità di ottenere nuovi finanziamenti. Tuttavia, esistono diverse soluzioni per risolvere la situazione, come la negoziazione con la banca, l'accordo di saldo e stralcio o la creazione di un piano di rientro.
La sofferenza bancaria dura fino a quando il debito non viene saldato. Tuttavia, le banche tengono traccia dei comportamenti di chi richiede un prestito e una situazione di sofferenza bancaria viene “salvata” per 36 mesi a partire dalla scadenza del contratto di prestito.
Cosa significa "segnalazione di sofferenza bancaria"?
La segnalazione a sofferenza consiste nell'iscrizione di una posizione debitoria, e del relativo debitore, in un archivio tenuto presso la Banca d'Italia, ed è disciplinata dalla Circolare della Banca d'Italia n. 139 del 1991, disponibile a questo link.
Per risolvere una segnalazione a sofferenza bancaria occorre rivolgersi a professionisti nella ristrutturazione dei debiti per opporvi con successo ad un decreto ingiuntivo o far fronte ad un precetto, proponendo accordi ragionevoli e convincenti per la soluzione delle perdite finanziarie.