Nel contratto preliminare (o compromesso), è fondamentale verificare la conformità edilizia/catastale, l'assenza di ipoteche o pignoramenti, e la piena proprietà del venditore. Bisogna prestare attenzione a descrivere dettagliatamente l'immobile, fissare la data del rogito, indicare caparra (confirmatoria) e acconti, e registrare il contratto entro 20 giorni. Residenze Immobiliare +2
Cosa è bene controllare prima di firmare il preliminare di compravendita?
Oltre a ricostruire la storia giuridica, è essenziale per verificare eventuali ipoteche, pignoramenti o vincoli. In molti casi, infatti, la lettura dell'atto consente di individuare problemi che potrebbero rallentare la compravendita o esporre l'acquirente a rischi economici.
Cosa non deve mancare in un preliminare di vendita?
A questo scopo, è necessario che il preliminare venga sottoscritto verificando la presenza di tutti i documenti richiesti: l'atto di provenienza, i documenti di identità delle parti, le planimetrie catastali, l'eventuale documentazione condominiale, il certificato energetico e i documenti legati agli impianti.
Si tratta dell'esecuzione in forma specifica prevista dall'art. 2932 del codice civile. La sentenza del Tribunale rende quel preliminare “definitivo”: la proprietà passa all'acquirente e il prezzo deve essere pagato.
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa di una clausola sul prezzo ritenuta indeterminata. La clausola legava il prezzo alla futura cubatura edificabile, non definita al momento della stipula.