Domanda di: Marco Damico | Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2026 Valutazione: 4.6/5
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In caso di fallimento, i contratti di lavoro si sospendono e i dipendenti non vengono licenziati automaticamente, ma restano in "quiescenza" in attesa delle decisioni del curatore fallimentare, che può decidere di proseguire l'attività o licenziare. TFR e ultime 3 mensilità sono garantiti dal Fondo di Garanzia INPS.
Se la tua azienda chiude, hai diritto a ricevere il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), stipendi arretrati, ferie non godute, permessi maturati, e, se hai i requisiti, l'indennità di disoccupazione (NASpI); se il datore di lavoro è insolvente, il Fondo di Garanzia INPS interviene per coprire TFR e ultime retribuzioni, ma devi seguire specifiche procedure, come l'insinuazione al passivo fallimentare, se c'è stata una dichiarazione di fallimento formale.
In caso di fallimento del datore di lavoro, il lavoratore può comunque ottenere il pagamento del TFR grazie al Fondo di Garanzia INPS. Questo fondo copre anche eventuali stipendi arretrati non pagati (fino a 3 mensilità).
Chi viene pagato per primo? Contrariamente alle ipotesi iniziali, il primo debitore a ricevere il pagamento non è necessariamente la generazione più anziana, bensì quella più recente.
Quando una società fallisce, i debiti sono pagati prima con il patrimonio della società stessa; se insufficiente, la responsabilità dipende dal tipo di società: nelle società di persone (Snc, Sas), i soci rispondono con i beni personali (autonomia patrimoniale imperfetta), mentre nelle società di capitali (Srl, Spa) la responsabilità dei soci è limitata al capitale conferito, ma amministratori e soci possono essere chiamati a rispondere personalmente in caso di mala gestio, irregolarità o mancato versamento di capitale.