Diversi studi epidemiologici hanno acclarato come vivere in casa con il riscaldamento spento, e quindi tra le mura fredde domestiche, possa incrementare sensibillmente la possibilità di malattie cardiovascolari, in particolar modo il rischio di ictus e infarto, in chi ha già problemi cardiaci.
Mentre il corpo brucia più calorie cresce la frequenza della respirazione e il battito cardiaco, la pressione sanguigna sale e il sangue diventa più denso, aumentando il rischio di ictus e infarto, che non a caso si verificano più frequentemente durante la stagione invernale.
Le risposte biologiche sono inibizione dell'irrorazione della pelle e aumento della pressione sanguigna. Il cuore si ritrova quindi a dover pompare il sangue contrastando la maggiore resistenza da parte delle vene e questo può provocare stress, appunto, al muscolo del cuore e alle pareti dei vasi.
A 10 °C il sangue arriva molto più lentamente anche al cervello: questo influisce sulle capacità cognitive del giornalista, che impiega molto più tempo del normale a risolvere un semplice gioco di riconoscimento di forme geometriche.
Perché bisogna tenere in casa una temperatura non troppo alta anche in inverno?
- Ci si ammala di meno, perché le difese immunitarie si alzano. - I consumi legati al riscaldamento diminuiscono, quindi anche la bolletta ne risentirà positivamente. - Diminuiranno mal di testa, dolori cervicali, bruciore agli occhi, bronchiti, raffreddori e irritazioni della pelle.