Domanda di: Marieva Longo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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Le conseguenze variano in base alla gravità della faccenda, quindi ci può essere una semplice ammonizione, o nei casi più seri anche un licenziamento disciplinare. Il datore di lavoro deve, in ogni caso, consegnare una lettera di contestazione disciplinare all'interessato, per dargli modo di potersi difendere.
Cosa succede se non rispondo alla lettera di contestazione?
Rispondere nel modo scorretto, partecipare da soli al colloquio o, peggio, decidere non replicare alla contestazione, sono comportamenti possono portare all'irrogazione di una sanzione disciplinare che, in alcuni casi, può persino coincidere con il licenziamento.
Cosa accade dopo il riscontro alla contestazione disciplinare? Soltanto dopo aver ricevuto e valutato le giustificazioni del dipendente, il datore di lavoro potrà decidere se “assolverlo” oppure se sanzionare il lavoratore per l'infrazione commessa.
Quanto tempo per rispondere ad una lettera di contestazione?
Vediamo ora nel concreto come procedere: secondo la legge, il dipendente deve rispondere alla lettera entro 5 giorni dalla ricezione e può avvalersi dell'aiuto dei rappresentanti del sindacato per decidere come rispondere.
Quante lettere di contestazione prima del licenziamento?
Questo significa che il licenziamento disciplinare non sopravviene dopo tre richiami scritti, ma dopo la quinta sanzione o la terza sospensione avvenuti nel corso di un anno.