Domanda di: Loretta Ferrari | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023 Valutazione: 4.4/5
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Dopo un Tia, ci si sente bene come prima. “Ma un evento come questo aumenta la possibilità di avere un ictus entro un mese- spiega il Direttore della Neurologia e Stroke Unit-. In particolare, il rischio si innalza nella finestra temporale che va dai primi 3 ai 15 giorni seguenti.
Cosa succede dopo un attacco ischemico transitorio?
Il cervello pertanto entra in sofferenza. Si verifica una ischemia che può prendere anche il nome di mini ictus e che entro 4 ore al massimo tende a risolversi. Quando questa sofferenza si prolunga oltre le 24 ore si ha a che vedere con un ictus.
L'ischemia cerebrale è una condizione in cui il cervello non riceve abbastanza sangue da soddisfare i suoi bisogni metabolici. La conseguente carenza di ossigeno può portare alla morte del tessuto cerebrale, e di conseguenza all'ictus ischemico.
Si verifica quando nelle arterie che portano il sangue al cervello il passaggio di sangue e ossigeno è ostacolato da un piccolo grumo solido di sangue (embolo o coagulo) oppure da un restringimento (stenosi) dei vasi sanguigni dovuto a placche di colesterolo (aterosclerotiche).
Le persone che hanno sintomi di TIA o di ictus vengono valutate rapidamente. Quelle che hanno avuto un TIA vengono solitamente ricoverate in ospedale, almeno per un breve periodo, per effettuare degli esami e per poter intervenire rapidamente qualora si verifichi un ictus poco dopo il TIA.