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Quando l'Inps manda la visita fiscale?
Il dipendente, entro due giorni dal verificarsi della malattia è tenuto ad inviare copia del certificato o numero di protocollo indicato nello stesso al datore di lavoro. È solo dopo l'invio del certificato medico vengono avviate dal nuovo Polo Unico INPS le procedure relative alle visite fiscali.
Quando uno è in malattia si può uscire?
Malattia: si può uscire di casa? Chiariamo subito un concetto: il lavoratore in malattia non è obbligato a rimanere chiuso in casa. Certamente la situazione cambia in base alla patologia sofferta, ma resta il fatto che non esiste alcun obbligo generale di rimanere in casa per tutto il periodo di malattia.
Quante volte può venire la visita fiscale durante la malattia?
La reperibilità del lavoratore/paziente è di 7 giorni su 7, comprese le domeniche e i giorni festivi, ma limitata a specifici orari di malattia. Inoltre il sopralluogo del personale sanitario può avvenire anche più volte al giorno nelle seguenti fasce: Dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per il settore pubblico.
Chi manda la visita fiscale in caso di malattia?
La visita fiscale viene richiesta dal datore di lavoro, sia esso pubblico che privato, quindi dalla azienda stessa, al fine di verificare lo stato di salute del lavoratore in caso di assenza per motivi di malattia. La prassi prevede che la richiesta possa essere effettuata tramite il portale INPS in modo telematico.
Quanto costa far uscire il medico fiscale?
Queste informazioni devono poi essere comunicate all'INPS attraverso il modello F24. Il costo della visita fiscale varia da 28 euro a 52 euro, a seconda delle tariffe stabilite. È importante seguire correttamente la procedura e rispettare le disposizioni normative per richiedere le visite fiscali in modo adeguato.
Quando la malattia finisce il venerdì?
Se la malattia si protrae dal venerdì al lunedì successivo compreso i giorni conteggiati sono 4. Se la malattia inizia e finisce venerdì con rientro al lunedì successivo si conteggia un solo giorno. .
Quante visite fiscali può richiedere il datore di lavoro?
Quante volte, nell'arco della stessa malattia, può intervenire la visita fiscale? Il datore di lavoro non può richiedere, nell'arco della stessa giornata, più visite mediche.
Quanto costa al datore di lavoro mandare il medico di controllo?
Per procedere il datore di lavoro deve presentare apposita istanza telematica sul portale INPS. In questo caso, il costo che sostiene il datore di lavoro è il seguente: 41,67 euro per la visita domiciliare in giorno feriale; 52,82 euro per la visita domiciliare in giorno festivo.
Quali malattie non sono soggette a visita fiscale?
Quali sono le malattie che esonerano la visita fiscale?
Emorragie severe, infarti d'organo; Stati vegetativi di qualsiasi etiologia; Insufficienza renale; Trapianti di organi vitali; Insufficienza respiratoria acuta anche su base infettiva (polmoniti e broncopolmoniti severe, ascesso polmonare, fibrosi cistica, ecc);
Come sapere se il datore di lavoro manda la visita fiscale?
Chi manda la visita fiscale La visita fiscale può partire d'ufficio dall'INPS (ad esempio in caso di malattia molto lunga o prolungata), oppure può essere richiesta dal datore di lavoro privato o dall'amministrazione pubblica.
Quante volte può venire la visita fiscale a casa?
Visite fiscali docenti e ATA, possono essere effettuate più volte nello stesso giorno. Quando il lavoratore è impossibilitato a recarsi sul luogo di lavoro a causa malattia della deve comunicarlo al proprio medico, il quale, dopo averlo visitato, deve redigere e trasmettere il certificato all'INPS per via telematica.
Quanto costa al datore di lavoro un dipendente in malattia?
50% della retribuzione media globale giornaliera percepita dal lavoratore nel periodo mensile scaduto e immediatamente precedente l'inizio della malattia, per i primi 20 giorni; 66,66% ( 2/3) della retribuzione media giornaliera di cui sopra, dal 21° giorno.
Come prolungare la malattia se scade di domenica?
Ciò significa che è necessario rientrare al lavoro non appena termina la malattia indicata sul certificato e che non è possibile prorogarla anche ai giorni festivi come il sabato e la domenica: l'interruzione della malattia utile ai fini del comporto si ha dal giorno in cui il lavoratore riprende concretamente servizio ...
Quando la malattia inizia di domenica?
CIRS35 24 febbraio 2021, ha precisato che nel caso in cui due periodi di malattia siano intervallati dalla domenica o - qualora l'articolazione dell'orario preveda che il sabato sia giornata non lavorativa - dal sabato e dalla domenica, l'assenza si considera come un unico periodo di malattia.
Qual è il minimo di giorni per la malattia?
L'indennità di malattia INPS è dovuta dal 4° giorno di malattia partendo dal giorno di inizio riportato sul certificato medico. I primi tre giorni c.d. "periodo di carenza" sono previsti dai CCNL a carico del datore di lavoro.
Perché i primi tre giorni di malattia non vengono pagati?
Nei primi tre giorni di malattia, al lavoratore non viene erogata alcuna somma da parte dell'Inps e solitamente l'indennizzo è a carico del datore di lavoro, in base alle regole applicate dal contratto collettivo di cui fa parte il lavoratore.
Come viene pagata la malattia in busta paga?
50% della retribuzione media globale giornaliera percepita dal lavoratore nel periodo mensile scaduto e immediatamente precedente l'inizio della malattia, per i primi 20 giorni; 66,66% ( 2/3) della retribuzione media giornaliera di cui sopra, dal 21° giorno.
Quanti giorni di malattia si possono fare per non essere licenziati?
È quasi sempre la contrattazione collettiva a stabilire la durata del periodo di comporto; la legge lo fa soltanto per gli impiegati, fissandola a 3 mesi se l'anzianità di servizio è inferiore a 10 anni, e a 6 mesi se invece tale anzianità è superiore a 10 anni.
Quando la malattia viene pagata al 50?
al 50% della RMG per le giornate indennizzabili comprese nei primi 20 giorni di malattia; al 66,66% della RMG a decorrere dal 21° giorno di malattia.