In caso di decesso della moglie prima del pensionamento, il marito superstite può aver diritto alla pensione indiretta se lei aveva accumulato almeno 5 anni di contributi (di cui 3 nell'ultimo quinquennio). Se non maturati, gli eredi possono riscattare la posizione previdenziale o ricevere un'indennità una tantum.
Cosa succede se il mio coniuge muore prima di andare in pensione?
Se il marito muore prima della pensione, la moglie può avere diritto alla pensione indiretta (se il defunto aveva almeno 15 anni di contributi, o 5 anni con almeno 3 negli ultimi 5) o a un'indennità una tantum (se non raggiunge i requisiti contributivi), erogate dall'INPS in base all'importo della pensione che sarebbe spettata, con percentuali variabili a seconda della presenza di figli. È necessario presentare domanda all'INPS, tramite patronato o online, per ottenere questi benefici.
Cosa succede ai contributi versati da chi muore prima di andare in pensione?
La cosiddetta pensione di reversibilità spetta al beneficiario superstite o ai beneficiari superstiti se il pensionato è deceduto mentre percepiva un assegno pensionistico a cui aveva diritto perché aveva maturato i requisiti contributivi previsti per poter andare in pensione.
Quando un figlio ha diritto alla pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità spetta ai figli se minorenni, se maggiorenni inabili al lavoro (a qualsiasi età) o se studenti (fino a 21 anni per le superiori, 26 per l'università), a patto che siano a carico del genitore deceduto e non svolgano attività lavorativa, dimostrando così il bisogno economico e la dipendenza al momento della morte del genitore.
Cosa cambia nel 2026 per la pensione di reversibilità?
La caratteristica principale del 2026 è la maggiore sensibilità degli importi ai vari interventi di rivalutazione, poiché ogni aumento sull'importo base si trasforma in un ricalcolo puntuale delle quote spettanti.