Dunque, se l'acquirente si tira indietro e non adempie al contratto, il venditore può: nel caso di caparra confirmatoria: accontentarsi di trattenere la caparra o fare causa all'acquirente affinché il giudice lo obblighi ad eseguire il contratto, chiedendo anche i danni per il ritardo.
Se l'acquirente si ritira dall'affare, perde ciò che ha versato; se è il venditore (cioè chi ha già incassato i soldi) a ritirarsi dall'impegno, dovrà rendere all'acquirente la somma ricevuta oltre a una penale pari a quanto incassato: in pratica, restituirà il doppio della somma ricevuta.
Cosa succede se si recede da una proposta di acquisto?
In caso di revoca della proposta d'acquisto il futuro acquirente avrà diritto alla restituzione della somma che era stata depositata a titolo di acconto. Qualora invece era intervenuta l'accettazione del venditore e sia stata versata una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria le cose stanno diversamente.
Cosa succede se l'acquirente non vuole più acquistare casa?
Se, infatti, l'acquirente vuole annullare il compromesso, il venditore può chiedere al tribunale la risoluzione del contratto, oltre a un eventuale risarcimento dei danni subiti.
La proposta, a norma dell'art. 1328 c.c., “può essere revocata finché il contratto non sia concluso“. Considerato che il contratto si ritiene concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte, sino a tale momento la proposta può essere revocata.