Domanda di: Ing. Oretta Martinelli | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
(21 voti)
In tali casi, l'Inps può inviare una richiesta di restituzione delle somme percepite in eccesso al diretto interessato, e in caso di mancato pagamento, può procedere con l'iscrizione a ruolo della somma dovuta, con l'applicazione di sanzioni e interessi di mora. Si procederà poi al pignoramento dei suoi beni.
Le procedure di accertamento e recupero crediti sono vincolate da una prescrizione decennale. Questo significa che, allo scadere di dieci anni dal pagamento, l'Inps non può più avanzare alcun diritto sulla somma versata in più.
L'Istituto in sede di liquidazione della pensione commette spesso errori di ricalcolo INPS. In pratica vengono erogati assegni pensionistici maggiorati e lo stesso Istituto, una volta accortosi del proprio errore, richiede all'ignaro pensionato la restituzione delle somme percepite in eccesso.
Restituire la naspi all'Inps: come inviare la comunicazione
Entro 30 giorni dalla data di nuova occupazione, bisogna comunicare anche i redditi presunti. La comunicazione può essere effettuata tramite lo stesso patronato che ha presentato la domanda di disoccupazione a nome del lavoratore.
Il lavoratore licenziato deve restituire l'indennità di disoccupazione Naspi se il datore di lavoro recede dalla procedura di licenziamento intrapresa, e quindi revoca il licenziamento, oppure nei casi di licenziamento dichiarato illegittimo dal giudice del lavoro, in accoglimento del ricorso presentato dal lavoratore.