Domanda di: Nazzareno De Santis | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Generalmente le resine si ottengono per incisione del tronco di certi alberi: il succo che scola dall'incisione s'ispessisce o si solidifica all'aria. Alcune resine si possono ricavare da altre piante per estrazione con solventi organici.
La resina si ricavava in due modi: dal legno vivo, raccogliendo le gocce di resina che stillavano da incisioni naturali o artificiali della corteccia di alberi resinosi, oppure dal legno morto, facendo spurgare le radici ricche di resina, come quelle del pino, attraverso la carbonizzazione e la distillazione.
Si usa una piastra per capelli per estrarre la resina. Come? Lasciamo che la piastra si riscaldi, la avviciniamo alla pianta (senza toccarla con la parte rovente) e la resina, ormai in forma liquida, sarà rilasciata su una carta appositamente oleata da noi.
È preferibile raccogliere le gemme del pino silvestre (eventualmente di altre varietà di pino, e di abete) in primavera, quando sono tenere e appiccicose di resina fresca. Conservatele il più a lungo possibile al riparo dall'umidità. È sempre a primavera che la resina è più ricca di principi attivi.
La resina vegetale trova un vasto impiego in profumeria, un uso antichissimo che affonda le sue radici nella storia dell'uomo, ma può anche essere utilizzata come materiale impermeabilizzante oppure sotto forma di unguento o pomata per sfruttare la sua azione antisettica, antinfiammatoria e antispasmodica.