Cosa succede se non si cura Escherichia coli nelle urine?

Domanda di: Nicoletta Ferrari  |  Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026
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Non curare un'infezione da Escherichia coli nelle urine può portare a complicazioni serie, poiché i batteri possono risalire l'uretere e infettare i reni, causando pielonefrite, con rischio di febbre alta, dolori ai fianchi, danni permanenti alla funzionalità renale e, nei casi più gravi, sepsi o shock settico. Altre conseguenze includono cistiti ricorrenti o croniche, uretriti e, in gravidanza, un aumentato rischio di parto prematuro.

Quando l'Escherichia coli è pericolosa?

Ci si deve preoccupare dell'Escherichia coli (E. coli) quando i sintomi delle vie urinarie (bruciore, bisogno frequente di urinare) sono accompagnati da febbre alta, brividi, dolore alla schiena/fianco, nausea, vomito o sangue nelle urine, che possono indicare un'infezione renale (pielonefrite) o sistemica, specialmente se si hanno fattori di rischio come gravidanza, diabete o immunodepressione, richiedendo intervento medico immediato per evitare complicazioni gravi come la sepsi.

Cosa succede se non curi Escherichia coli?

Quando l'Escherichia coli è pericolosa? Come infezione urinaria, l'Escherichia coli può essere pericolosa se non viene individuata e trattata perché può raggiungere altri organi come l'uretere e addirittura il rene, provocando patologie più gravi quali la pielonefrite.

Quali sono i sintomi di un'infezione da Escherichia coli persistente?

I pazienti con diarrea persistente e di forte intensità possono effettuare una coprocoltura per determinare la presenza del batterio nell'intestino. L'infezione alle vie urinarie causata da Escherichia coli è molto comune e se adeguatamente trattata, non pericolosa e si identifica con l'esecuzione di una urinocoltura.

Come finisce Escherichia coli nelle urine?

L'Escherichia coli è normalmente suscettibile a diversi antibiotici; nella maggior parte delle infezioni urinarie non complicate, è sufficiente la somministrazione di specifici antibiotici (prescritti dal medico) in dose singola o in cicli di tre giorni, a seconda dei casi.

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