In sintesi, se non si dichiara una carta prepagata in alcuni casi si può configurare il reato di omessa dichiarazione dei redditi o quello di infedele dichiarazione. Ciò avviene solo quando gli importi sottratti al fisco superano le soglie previste dalla legge.
Tutti coloro che risultano essere titolari di una carta prepagata, allora hanno il dovere di inserirla nella documentazione, ai fini ISEE. Infatti, nel momento in cui si procede con la dichiarazione dei redditi, è necessario disporre anche del saldo al 31 dicembre di tutte le carte prepagate di cui si dispone.
Le carte prepagate con IBAN sono assimilate al conto corrente bancario o postale e vanno dichiarate con il codice 01, mentre quelle non dotate di IBAN devono essere inserite con il codice 99.
Carta prepagata Viabuy. La carta Viabuy non consente la non tracciabilità delle operazioni, però garantisce un alto livello di privacy. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile con IBAN inglese e non prevede controlli sulla solidità finanziaria o sul reddito dimostrabile per essere rilasciata all'utente.
Poste italiane, per chi desiderasse una carta prepagata anonima, mette a disposizione un prodotto denominato Postepay Twin. In questo caso si tratta di un bundle che prevede l'acquisto di due carte: la classica Postepay e una Postepay anonima. Il costo di emissione prevede un una tantum di 8 euro.