Non pagare la TARI per 5 anni comporta il rischio di procedure di recupero coattivo, sanzioni del 30% e, in assenza di atti interruttivi, la prescrizione del debito. Il Comune può avviare pignoramenti, fermi amministrativi o ipoteche. La prescrizione quinquennale decorre dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui la tassa era dovuta.
LA TARI SI PRESCRIVE IN 5 ANNI. La tassa rifiuti e la tassa per l'occupazione di suolo pubblico si prescrivono in cinque anni, così la sentenza della Corte di Cassazione, n. 15674 del 17 maggio 2022.
La TARI non versata può comportare conseguenze economiche e legali per il contribuente. Il mancato versamento di questa tassa comunale porta all'accumulo di debiti che possono sfociare in azioni esecutive da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Se il tribunale conferma, anche solo parzialmente, l'obbligo di pagamento della Tari, la prescrizione non è più di 5 anni, ma segue il termine ordinario di 10 anni. Le cartelle esattoriali relative alla Tari seguono lo stesso termine di prescrizione della tassa stessa, ovvero 5 anni.
Ecco come fare per sapere se una richiesta di pagamento relativa alla tassa rifiuti è prescritta: Analizza le date: verifica la data di notifica dell'ultimo atto ricevuto. Controlla i documenti: richiedi copia della cartella esattoriale o degli avvisi emessi dal Comune.