Domanda di: Ing. Nayade Costantini | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Se l'acquirente decide di non procedere con l'acquisto, il venditore può recedere dal preliminare trattenendo la caparra; viceversa, qualora sia il venditore a non rispettare gli impegni presi con il compromesso, l'altra parte può recedere dal contratto ed esigere il versamento del doppio della caparra.
Se l'acquirente si ritira dall'affare, perde ciò che ha versato; se è il venditore (cioè chi ha già incassato i soldi) a ritirarsi dall'impegno, dovrà rendere all'acquirente la somma ricevuta oltre a una penale pari a quanto incassato: in pratica, restituirà il doppio della somma ricevuta.
Cosa succede se l'acquirente non vuole più acquistare casa?
Se, infatti, l'acquirente vuole annullare il compromesso, il venditore può chiedere al tribunale la risoluzione del contratto, oltre a un eventuale risarcimento dei danni subiti.
Dunque, se l'acquirente si tira indietro e non adempie al contratto, il venditore può: nel caso di caparra confirmatoria: accontentarsi di trattenere la caparra o fare causa all'acquirente affinché il giudice lo obblighi ad eseguire il contratto, chiedendo anche i danni per il ritardo.
Cosa succede se l'acquirente non vuole più andare dal notaio?
Qualora l'acquirente non dovesse presentarsi nuovamente alla firma del rogito; Tizio può trattenere la caparra a titolo d'indennizzo;. In alternativa rivolgersi al giudice per chiedere il trasferimento della proprietà a fronte del versamento della somma pattuita. La sentenza del giudice sostituisce l'atto notarile.