Domanda di: Ing. Manfredi De Santis | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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Essere licenziati in età avanzata può avere conseguenze pesanti sulla previdenza. Per evitare perdite eccessive, chi vive una situazione simile deve fare la scelta giusta in ambito di cassa pensioni. Chi viene licenziato dopo il 58° anno di età può, per legge, rimanere nella cassa pensioni a cui aderiva già prima.
La NASpI, il sussidio per la disoccupazione, ha durata universale per un tempo pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni (che per avere diritto alla Naspi non possono essere meno di 13), quindi fino a un massimo di 2 anni.
Quanti contributi servono per andare in pensione a 61 anni?
In generale, chi svolge lavori usuranti può ottenere la pensione di anzianità con 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e quota 97,6 per i lavoratori dipendenti; 62 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e quota 98,6 per i lavoratori autonomi.
Quanti contributi servono per andare in pensione a 63 anni?
È possibile andare in pensione a 63 anni con 30, 32 o 36 anni di contributi. Ci sono delle situazioni specifiche nelle quali è prevista l'uscita anticipata dal lavoro nonostante non si rispettino le cifre di Quota 103 con i requisiti precisi per età anagrafica e contributi versati.
Chi può avere la pensione di vecchiaia senza contributi?
Per chi non ha mai lavorato e, di conseguenza, non ha mai versato contributi la pensione di vecchiaia non spetta. In alcuni casi, sempre a 67 anni,. può spettare un trattamento assistenziale che viene riconosciuto, però, solo in caso di disagio economico e in presenza di determinati requisiti reddituali.