Camminare eccessivamente o senza adeguato allenamento può provocare affaticamento, dolori muscolari, vesciche, infiammazioni articolari (ginocchia, caviglie) e lombalgia cronica. Il sovraccarico, specialmente se ripetuto, può causare rigidità e, in casi estremi, danni da sforzo. Il recupero richiede riposo, idratazione e stretching.
Camminare spesso, a lungo andare, può concorrere a diminuire il rischio di sviluppare patologie come il diabete e abbassa le probabilità di soffrire di alzheimer in età avanzata. Ha un'azione benefica anche su muscoli e ossa e può rallentare il processo di invecchiamento.
A lungo termine, come nel caso degli atleti, oppure nei pazienti poco allenati, questi cambiamenti possono incrementare il rischio di: Dilatazione delle camere cardiache e possibile insufficienza cardiaca. Aritmie, di cui la più comune è la fibrillazione atriale.
Un'attività fisica regolare e strutturata infatti dovrebbe andare di pari passo con una strategia di contrasto della sedentarietà, attraverso scelte quotidiane, anche semplici, che ci inducano a muoverci di più. Le linee guida internazionali parlano di minimo 30 minuti di attività fisica aerobica moderata.